Il 27 giugno le strade di Giulianova si trasformeranno in un oceano di corpi, desideri e rivolta. Nei nostri piccoli centri ci vorrebbero gocce isolate e disperse, costrette a tacere per non disturbare la quiete, spinte ad andarcene per poter respirare. Ma noi siamo marea. Arriviamo sulla costa portando con noi la forza selvatica delle montagne e l’ostinatezza dell’acqua che, goccia dopo goccia, scava anche la roccia più dura. Cammineremo sul lungomare lì dove hanno provato a renderci invisibili, dove ci hanno detto di nasconderci, dove hanno cercato di confinarci nel silenzio. E non chiederemo permesso.
Il mare non chiede mai scusa per la sua forza: avanza, resiste e trasforma tutto ciò che tocca. Così siamo noi. Il Pride è la nostra memoria che si fa onda, è la resistenza dei nostri corpi che non accettano più argini né recinti. È la risposta di chi ha deciso di smettere di aspettare il permesso di esistere e ha iniziato a prendersi lo spazio, con la pelle incrostata di sale e il cuore pieno di lotta. Se il fragore dei nostri passi uniti vi dà fastidio, è solo l’inizio: siamo l’onda che non torna indietro, siamo qui per restare e per cambiare l’orizzonte di questa terra.
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